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Apartment | 2 bedrooms | sleeps 5

Key Info
  • Beach / lakeside relaxation
  • Nearest beach 9 km
  • Great for children of all ages
  • Car not necessary
  • Air conditioning
  • Some pets are welcome - please contact the owner

Accoglienza cordiale, ospitalità semplice ed affabile, in contesto elegante, al miglior prezzo...

Massima libertà di organizzare i propri giorni di vacanza o lavoro a Catania, possibilità di organizzare circuiti turistici o relax!!! Posto auto, con cancello a pochi passi dal mare! Nessun orario da rispettare per i pasti o per il rientro notturno. Possibilità di consumare la prima colazione e di soggiornare con i propri animali.

Size Sleeps up to 5, 2 bedrooms
Nearest beach Plaia 9 km
Will consider Short breaks (1-4 days)
Access Car not necessary
Nearest Amenities 1 km
Nearest travel links Nearest airport: Aeroporto Catania a 17 km dalla casa vacanze 16 km, Nearest railway: Stazione centrale di Catania 7 km
Family friendly Great for children of all ages
Notes Pets welcome, Yes, smoking allowed

Features and Facilities

Luxuries Internet access
General Central heating, Air conditioning, TV, Satellite TV, Wi-Fi available
Standard Kettle, Hair dryer
Utilities Cooker, Fridge, Freezer
Rooms 2 bedrooms, 2 bathrooms of which 1 Family bathrooms and 1 Shower rooms
Furniture Single beds (1), Double beds (2), Dining seats for 6, Lounge seats for 1
Other Linen provided, Towels provided
Outdoors Balcony or terrace, Shared garden
Access Parking

The Sicily region

La Sicilia è l'isola più grande del mar Mediterraneo. La regione e le isole circostanti sono interessate da un'intensa attività vulcanica. I vulcani più importanti sono: Etna, Stromboli e Vulcano. È una regione prevalentemente collinare, ma anche montuosa e pianeggiante. Il rilievo è vario. Di forma triangolare, la Sicilia ebbe nell'antichità il nome di Trinacria o Triquetra. Le coste sono alte e rocciose con frequenti ed ampie insenature alternate ad grandi spiagge coperte di finissima sabbia. Ci sono anche strette spiagge di ghiaia, con insenature e baie, aspre scogliere basaltiche, spiagge di sabbia dorata

La Sicilia fu colonizzata dall' VIII secolo a.C prima dai greci, poi dai romani, in seguito dagli arabi, dai normanni, angioini, aragonesi, borboni, di cui sono rimasti a testimonianza numerosi siti archeologici e moltissimi musei che ne conservano i materiali emersi.

Le tradizioni popolari, insieme alla cultura millenaria e all'uso del siciliano, sono tuttora vive, più nei paesi che nelle grandi città. Queste tradizioni, tanto particolari quanto pittoresche, unite al carattere, al mito e all'approccio alla vita del siciliano ha creato nel corso dei secoli uno stereotipo che è stato tradotto in parole dal termine sicilianità

Catania

Catania: Fondata nel 729 a.C. dai Greci Calcidesi, vanta una storia millenaria caratterizzata da svariate dominazioni i cui resti ne arricchiscono oggi il patrimonio artistico, architettonico e culturale. Il barocco del suo centro storico è stato dichiarato dall'UNESCO Patrimonio dell'umanità.

Del periodo greco non rimangono molte tracce, a causa di vari fattori sia naturali (terremoti che hanno rovinato la città, colate laviche) che antropici, come le ricostruzioni che spesso hanno ricoperto le precedenti architetture. Inoltre, non sono mai state eseguite grandi campagne di scavi e studi archeologici se non in casi sporadici della sua storia recente. Miglior fortuna hanno avuto i monumenti di epoca romana che hanno resistito fino ad oggi testimoniando l'importanza della città in antico, inoltre numerosissimi reperti provengono dagli scavi occasionali della città (la gran parte di questi – tra cui mosaici, statue e persino il frammento di una colonna istoriata – sono esposti al Museo civico).

Il Teatro Romano (del II secolo), l'Odeon (III secolo), l'Anfiteatro (II secolo), le Terme dell'Indirizzo, le Terme della Rotonda, le Terme Achilliane, varie altre strutture termali (in piazza Sant'Antonio, piazza Itria, piazza Dante dove è stata trovata la strada basolata oggi allo scoperto) i resti di un acquedotto presso via Grassi e alcuni edifici funerari, il foro sono i maggiori resti attualmente visibili della Catania romana. Molti di questi monumenti fanno parte dal 2008 del Parco archeologico greco-romano di Catania, istituito dalla Regione Siciliana[17] e alcuni di essi come il Teatro romano, le Terme della Rotonda e altri monumenti minori sono stati restaurati e resi visitabili. Anche i resti dell'anfiteatro sono visibili dal 1907 (anno in cui sono stati riportati alla luce) dall'ingresso di piazza Stesicoro e dal cortiletto di via Anfiteatro.

Probabilmente anche "'u liotru", il simbolo della città situato attualmente al centro di piazza Duomo, è stato scolpito in epoca romana se non prima. È un manufatto in pietra lavica porosa, che raffigura un elefante. Il nome deriva probabilmente dalla storpiatura del nome di Eliodoro,negromante semi-leggendario e grande avversario di Leone il Taumaturgo. L'elefante è sormontato da un obelisco egittizzante[18] di cronologia incerta con figure probabilmente legate al culto isideo.

Del periodo Tardo Antico rimangono i resti delle necropoli a nord e ad est del centro storico (tra i quali i mausolei di viale Regina Margherita e via Ipogeo), come pure numerosi frammenti, lapidi (tra cui quella di Julia Florentina esposta al Louvre), o il cippo esposto al Castello Ursino. Sono invece di epoca paleocristiana le cripte di Sant'Euplio, di Santa Maria La Grotta, della cappella nell'Ospedale Garibaldi, nonché gli ambienti del cosiddetto Sacro Carcere.

Un monumento di età bizantina è la Cappella Bonajuto (nome derivante dalla famiglia nobiliare che l'aveva tenuta come sacrario di famiglia nonché come cappella privata): si tratta di una "trichora" bizantina (cioè un edificio con tre absidi); prima del suo restauro se ne aveva conoscenza grazie ai disegni di Jean-Pierre Houël.

Del periodo normanno si conservano principalmente il castello di Aci (presso il comune omonimo) e le absidi della Cattedrale di Sant'Agata (il Duomo), che poi sarebbe stata ristrutturata dopo il terremoto del 1693. Oggi la cattedrale conserva la vara, il busto-reliquiario e la cassa-reliquiaria di Sant'Agata, realizzato dal senese Giovanni di Bartolo nel XIV secolo.

Del periodo svevo (XIII secolo) sono il portale della chiesa di Sant'Agata al Carcere e il famoso Castello Ursino, federiciano (sede del Museo civico, formato principalmente dalle raccolte Biscari e dei benedettini, dal 1927), coevo dell'altrettanto famoso castello di Castel del Monte ad Andria e del siracusano Castello Maniace. Invece il portale della scomparsa Chiesa di San Giovanni de' Fleres e il balcone di palazzo Platamone risalgono al periodo Aragonese.

Del periodo tardo aragonese rimangono poche tracce, tra cui la chiesa di Santa Maria di Gesù situata nella piazza omonima e costruita nel 1498 è forse l'esempio in migliori condizioni. La chiesa fu ristrutturata nel Settecento, mentre il portale è del Cinquecento e solo la Cappella Paternò mantiente l'originale struttura gotica.

Nel 1558, fu iniziata la costruzione del Monastero dei Benedettini, a cui sarebbe poi stata affiancata la chiesa di San Nicolò l'Arena. Distrutto dalla colata lavica del 1669 e dal terremoto del 1693, nel 1703 se ne avviò la ricostruzione che tuttavia non è stata mai più portata a termine. Di detto edificio permangono tutt'oggi le antiche cucine, il chiostro occidentale, nonché la traccia dell'antico archeggiato del corridoio di meridione.

Le cosiddette Mura di Carlo V, che racchiudono il centro storico, furono erette nel XVI secolo, tra il 1550 e il 1555 su un progetto iniziale di Antonio Ferramolino. Il progetto non riuscì ad essere portato a termine, neanche dopo l'apporto di Tiburzio Spannocchi il quale progettò l'ampliamento delle fortificazioni verso sud-ovest e verso nord a scapito delle vecchie mura di epoca medioevale (tra cui l'antica Torre del Vescovo del 1302). La colata dell'eruzione del 1669 inghiottì parte del sistema difensivo a sud e a sud-ovest della città che, rimasta sguarnita da questo lato, riedificò in parte sulle lave ancora calde una cortina muraria, detta popolarmente fortino, su cui ancora si apre la porta d'accesso (Porta del Fortino vecchio in via Sacchero, un tempo dedicata al duca di Ligne che qui vi passò nel 1672) e di cui rimangono ancora sparute tracce. Su tali mura venne ricavata la Porta Ferdinandea, ancora oggi erroneamente detta "'u furtinu" ("il fortino").

Con il terremoto del 1693 e la seguente ricostruzione si volle dare alla città un aspetto più aperto e libero dai fortilizi (i resti furono infatti inglobati nello sviluppo della città), anche perché ormai non esisteva più il pericolo delle incursioni piratesche che secoli prima diedero l'impulso alla fortificazione del Regnum[19].

Catania è stata ampiamente trasformata dalle conseguenze dei terremoti che hanno imperversato su questa parte della Sicilia. Il suo territorio circostante è stato più volte coperto da colate laviche che hanno raggiunto il mare. Ma i catanesi caparbiamente l'hanno ricostruita sulle sue stesse macerie. La leggenda vuole che la città sia stata distrutta sette volte durante la sua storia, ma in realtà tali eventi disastrosi si possono sicuramente riferire a pochi ma terribili eventi. Anche le distruzioni del centro urbano in tempi recenti a causa delle colate laviche sono frutto di una storiografia fantasiosa[20]. Tuttavia in epoca storica (forse nel 122 a.C. e nel 252) è testimoniata dal punto di vista archeologico la presenza di colate che giunsero a colpire parte della città[21].

Tutti i monumenti antichi sono stati inseriti nel tessuto urbano della città ricostruita grazie a tanti artisti, anche di fama nazionale, tra cui di certo spicca l'opera dell'architetto Giovanni Battista Vaccarini, che hanno dato alla città una chiara impronta barocca. Tra gli altri che hanno aiutato la rinascita della città si ricordano Francesco Battaglia, Stefano Ittar, Alonzo di Benedetto e Girolamo Palazzotto.

Nel 1821 venne costruito il Teatro Coppola, primo teatro comunale a Catania, che fu adibito principalmente alla rappresentazione di opere liriche. Il teatro venne poi chiuso nel 1890 quando fu inaugurato il Teatro Massimo Vincenzo Bellini, seguendo lo stile dell'Opera di Parigi, in piazza Vincenzo Bellini. Negli anni trenta iniziò la costruzione del Palazzo di Giustizia e in seguito della fontana de I Malavoglia. Nel 1961, il Piano regolatore di Luigi Piccinato diede avvio ai lavori di costruzione anche del complesso universitario della Cittadella, che oggi è uno dei maggiori poli di ricerca dell'Ateneo.

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Italo P.

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Calendar last updated:12 Aug 2013

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