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struttura

B&B | 4 bedrooms | sleeps 8

Key Info
  • Beach / lakeside relaxation
  • Great for children of all ages
  • Car not necessary
  • Air conditioning
  • No pets allowed
  • Private garden

Struttura situata a due passi dalla spiaggia con una meravigliosa vista mare vicina a tutto ben servita al centro del lungomare .

Bed and Breakfast Sunrise offre spazi eleganti, attenzione per i dettagli e premure d'altri tempi.

Tra i luoghi più belli e importanti d'Italia e d'Europa ci sono ambienti in cui puoi sentirti protagonista della nuova era dell'ospitalità.

Scopri così il Bed & Breakfast Sunrise, elegante e funzionale che ti garantisce il più alto livello di servizio e di comfort.

Gli ambienti interni ampi e luminosi offrono spazi confortevoli e funzionali.

Size Sleeps up to 8, 4 bedrooms
Nearest beach di fronte la struttura 5 metri
Will consider Corporate bookings, Long term lets (over 1 month), Short breaks (1-4 days)
Access Car not necessary
Nearest Amenities 500 km
Nearest travel links Nearest airport: Reggio Calabria 60 km, Nearest railway: Brancaleone 1 km
Family friendly Great for children of all ages
Notes No pets allowed, No smoking at this property

Features and Facilities

Luxuries Sea view
General Air conditioning
Rooms 4 bedrooms, 3 bathrooms of which 3 Family bathrooms
Furniture Single beds (2), Double beds (2)
Other Linen provided, Towels provided
Outdoors Balcony or terrace, Private garden, BBQ
Access Parking

Southern Italy region

Calabria , sole , mare cristtalino, tranquillità , cortesia.

Reggio Calabria

Sul nome Brancaleone diverse sono le teorie, alcuni autori affermano che deriva dall'acanto (pianta erbacea perenne) che cresceva rigogliosa nella zona dove sorse il primo villaggio. L'acanto, infatti, veniva chiamata “branca (zampa) di leuni”. Altri, invece, lo attribuiscono al ricordo di una famiglia siciliana, filo francese, chiamata Brancaleon, che tra il 1282 ed il 1302, ebbe un feudo in questi luoghi.

Il nome Brancaleone viene menzionato per la prima volta nel XIII secolo, nei Registri della Cancelleria Angioina. Molto più antico è, però, l'insediamento dal quale sorse poi il paese.

Sono, infatti, chiare e numerose le tracce di insediamenti prima ellenici e poi romani. Molteplici sono i resti di mura sparsi in tutto il territori ed altrettanto numerose le testimonianze di importanti ritrovamenti andati distrutti.

Alla fine degli anni 80, durante la costruzione di un canalone di scolo, nei pressi del vecchio campo sportivo di Brancaleone, gli operai del Consorzio di Bonifica, distrussero un tracciato di un tempio greco del periodo arcaico.

Anni prima, nei pressi del passaggio a livello, durante l'esecuzione di lavori per conto delle Ferrovie dello Stato emersero e furono distrutte alcune tombe elleniche.

Verso la metà degli anni 90, di fronte alla stazione ferroviaria, durante i lavori di costruzione di un palazzo, a circa 5 metri di profondità, rispetto al piano stradale, è venuta alla luce una pavimentazione di un grande vano di periodo romano, con al centro, un pozzo coperto ed intatto.

Ricchissimo di testimonianze e reperti, è lo specchio di mare adiacente al paese.

Nel tratto di mare nei pressi dell'ex Caserma della Finanza sono visibili, incastrati tra gli scogli, due sarcofagi di pietra.

Ancora, nel tratto di mare, di fronte alla contrada S. Giorgio, a trecento metri dalla battigia e a circa 15 di profondità sono visibili dei resti, che evidenziano una platea orlata di pietre squadrate, che mostra un andamento arcuato. Nella stessa area, nella parte della spiaggia a ridosso della ferrovia, è stata scoperta una grande piattaforma, in calce, spessa più di 60 cm.

Nel periodo romano, area, un area di sosta per corrieri a cavallo, supportata da edifici e da un presidio militare. Dello stesso periodo sono, un mascherone di una fonte, grossi frammenti di mattonacci, che si trovano in contrada Frischìa. Con ogni probabilità, questi reperti, indicano che nella zona sorgeva una villa.

Sicuramente il villaggio crebbe d'importanza, dal momento che in data 27 febbraio 1451 risultava signore di Brancaleone, Palizzi, Placanica, il Barone, Geronimo Ruffo. Brancaleone rimase sotto hai Ruffo fino al 1515, quando Geronima, ultima della dinastia ad ereditare il feudo, sposò il Conte di Simeri, Alfonso D'Aragona De Ayerbe, che la sostituì nella gestione delle terre. Negli anni successivi gli Aragona De Ayerbe vendettero con il ius redimendi (ossia con il diritto di ricomprare) a Troiano Spinelli marchese di Mesoraca, le terre di Brancaleone e Palizzi. Nel 1567 passarono a Giovambattista Spinelli, principe di Scalea e marchese di Mesoraca, dopo la morte del padre, avvenuta nel 1566. Alfondo D'Aragona D'Ayerbe, in virtù del ius redimendi, ricomprò da Giovambattista Spinelli le terre di Mesoraca, Brancaleone e Palizzi e nel 1571 le rivendette per 20.000 ducati, al nobile messinese Cristofaro La Rocca, sempre con il ius redimendi. Poco tempo dopo le ricomprò ancora una volta per la stessa somma. Mise in vendita la terra di Palizzi nel 1580 a Francesco Romano Colonna. Ayerbe ancora prima (1572) aveva venduto le terre di Brancaleone con i suoi casali, per 30.000 ducati, ad Eleonora Spadafora di Messina, moglie del nobile Federico Stayti. La dinastia Stayti mantenne il feudo fino al 1625, quando, ereditato da Ippolita Stayti D'Ayerbe, per matrimonio, finì sotto il dominio di Vincenzo Carafa, I° Principe di Roccella. L'ultimo feudatario di Brancaleone, colpito dalle leggi eversive della feudalità del 2 agosto 1806, volute da Giuseppe Bonaparte, fu Vincenzo Carafa, che ebbe l'intestazione nel 1774, dei feudi di Roccella, Brancaleone, Bruzzano, succedendo al padre Gennaro. Egli era stato l'ultimo principe di Roccella, VII° marchese di Brancaleone, V° duca di Bruzzano; era nato nel 1739, morì nel 1814.

Il centro abitato di Brancaleone Marina, come lo conosciamo oggi, si sviluppa lungo il litorale costiero.

Sorse ai primi del Novecento, allorché alcune alluvioni dissestarono il centro storico di Brancaleone Superiore, aggiungendosi ai danni che aveva provocato il terremoto del 1908. Fu allora che iniziò il progressivo spostamento degli abitanti verso la costa, che offriva collegamenti più rapidi e possibilità di maggiori scambi commerciali.

Il primo nucleo abitato si sviluppo nella contrada di Razzà, che presenta ancora il tipico impianto regolare delle case baraccate sorte per accogliere gli sfollati del vecchio centro arroccato sulla collina soprastante. Successivamente l'abitato si espanse verso il mare fino ad arrivare all'odierno nucleo centrale situato lungo la Statale 106.

Negli anni '30 del Novecento la cittadina fu il luogo di soggiorno forzato del grande scrittore Cesare Pavese, osteggiato dal regime fascista per la sua formazione culturale democratica.

Negli anni '50, in seguito ad un'altra serie di alluvioni, quelli che ancora erano rimasti ad abitare Brancaleone Superiore, si spostarono definitivamente “alla marina” che assunse quel carattere di cittadina balneare.

Grande risorsa, non solo produttiva ma soprattutto turistico-ricettiva, è costituita dal mare, e dalla presenza di una bellissima costa sabbiosa che ha nella scogliera di Capo Bruzzano un esempio della bellezza quasi selvaggia di questa parte di Calabria.

Il Gelsomino “Juri a' stidda”

La coltivazione del gelsomino (Jasminum Officinale – gelsomino bianco), pianta antichissima proveniente da regioni subtropicali dell'Asia, fu introdotta nella fascia jonica della provincia di Reggio Calabria nel 1928, fra i Comuni di Brancaleone, Bruzzano e Ferruzzano.

Grazie alle particolari condizioni climatiche di questa zona (con inverni miti, estati caldo umide e limitata esposizione ai venti freddi del nord), questa coltura ebbe una consistente diffusione tanto da caratterizzare fortemente il paesaggio naturale ed antropico di Brancaleone e da condizionarne notevolmente l'economia. Per questo motivo la fascia litoranea che va da Capo Spartivento a Capo Bruzzano viene denominata “Costa dei Gelsomini”.

Il Bergamotto

Il bergamotto (Citrus Bergamia) è una particolare pianta arborea che viene coltivata nella fascia del litorale jonico della provincia di Reggio Calabria. Ha origini abbastanza remote anche se del tutto sconosciuta agli erboristi medievali, poiché non è mai citata espressamente in nessuno dei più antichi trattati di medicina, agricoltura o profumeria, che sono i campi di impiego più importanti del frutto del Bergamotto.

In Calabria la pianta sembra sia stata introdotta nel 1621, ma la sua utilizzazione nell'industria dei profumi e la conseguente coltivazione intensiva, secondo i documenti, risale solo al 1750.

La fascia jonica della Calabria da Villa San Giovanni (punta Pizzo) a Monasterace Marina (punta Stilo), sembra essere l'unico territorio al mondo in cui il bergamotto fruttifica al meglio. Solo in questa zona il Bergamotto rivela completamente le sue grandi qualità organolettiche e la sua fragranza.

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Clara N.

86% Response rate

Calendar last updated:11 Aug 2014

Based in Italy

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  • English
  • Italian

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