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House | 3 bedrooms | sleeps 6

Key Info
  • Beach or lakeside relaxation
  • Great for children of all ages
  • Air conditioning
  • No pets allowed
  • Private garden
  • Car not necessary
  • Nearest beach 0km

L' appartamento è ubicato a 150 mt. dalla spiaggia, a ridosso dell'isola pedonale, zona shopping, ristoranti, bar.

Disposto su due livelli,consta di due camere da letto matrinoniali, una camera con letto a castello e un bagno con doccia al piano primo

ampia veranda con doccia esterna e posto auto e cucina soggiorno al piano terra.

DOTAZIONI: camere climatizzate, frigorifero, tv, phon, lavatrice, ferro e asse da stiro,cucina attrezzata

Size Sleeps up to 6, 3 bedrooms
Nearest beach SAN VITO LO CAPO
Will consider House swap, Short breaks (1-4 days)
Access Car not necessary
Nearest travel links Nearest airport: FALCONE/BORSELLINO(PUNTA RAISI) E TRAPANI-BIRGI 60 km, Nearest railway: TRAPANI 40 km
Family friendly Great for children of all ages
Notes No pets allowed, No smoking at this property

Features and Facilities

General Air conditioning, TV, Satellite TV
Standard Kettle, Toaster, Iron, Hair dryer
Utilities Cooker, Microwave, Fridge, Freezer, Washing machine
Rooms 3 bedrooms, 2 bathrooms of which 1 Family bathrooms and 1 Shower rooms
Furniture Single beds (2), Double beds (2), Dining seats for 6, Lounge seats for 6
Other Linen provided, Towels provided
Outdoors Balcony or terrace, Private garden, BBQ
Access Parking

The Sicily region

La Sicilia (IPA: [si??i?lja], Sicìlia in siciliano[9], Siçillja in arbëreshë, S?c?lia in gallo-italico, ??????? in greco), ufficialmente Regione Siciliana, è una regione italiana autonoma a statuto speciale di 4 994 437 abitanti[2], con capoluogo Palermo

Il territorio della regione, che fa parte dell'Italia insulare, è costituito quasi interamente dall'isola omonima, la più grande isola italiana e mediterranea; la parte rimanente è formata dagli arcipelaghi delle Eolie, delle Egadi e delle Pelagie, da Ustica e Pantelleria.

È la regione più estesa d'Italia[10] e il suo territorio è diviso in 9 province regionali e 390 comuni.

È l'unica regione italiana ad annoverare due città fra le dieci più popolose del Paese: Palermo e Catania. È bagnata a nord dal Mar Tirreno, a sud dal Mar di Sicilia, a est dal Mar Ionio e a nord-est dallo stretto di Messina che la separa dalla Calabria.

La Sicilia annovera sei siti insigniti del titolo di Patrimonio dell'Umanità conferiti dall'UNESCO per la loro importanza storica, artistica, archeologica e naturalistica: la Villa del Casale (1997), la Valle dei Templi (1997), le Isole Eolie (2000), le Città tardo barocche del Val di Noto (2002), Siracusa e la Necropoli Rupestre di Pantalica (2005), il Monte Etna (2013). Vanta, ancora, l'iscrizione dell'Opera dei Pupi tra i Patrimoni Orali e Immateriali dell'Umanità (primo Patrimonio italiano ad esser inserito in tale lista, 2001) nonché il riconoscimento come Bene Etno Antropologico dell'Umanità della città di Catania per la Festa di Sant'Agata.

San Vito Lo Capo

San Vito Lo Capo (Santu Vitu in siciliano) è un comune italiano di 4.180 abitanti della provincia di Trapani in Sicilia.

Il paese è uno dei più famosi luoghi di soggiorno estivo della Sicilia, per la bellezza della sua spiaggia che nel 2011 è stata eletta la migliore spiaggia italiana e l'ottava in Europa.[2] Sul suo territorio è compresa la parte più occidentale della Riserva dello Zingaro.

Si trova sulla costa occidentale della Sicilia, sul promontorio di Capo San Vito, con a occidente il Golfo di Macari e a oriente la Riserva dello Zingaro e il Golfo di Castellammare.

Nasce alla fine del settecento, nel territorio demaniale ericino, alle falde di Monte Monaco, nella bianchissima baia posta tra Capo San Vito e Punta Solanto. Tracce dell'epoca paleolitica, mesolitica e neolitica si trovano nelle numerose cavità naturali, un tempo abitazioni, che si affacciano sul mare. Resta avvolta dal mistero l'esistenza di un'antica borgata, Conturrana, una rupe immensa a 500 passi dalla riva staccatasi dalla montagna. Qui, probabilmente intorno alla fine del IV secolo a.C., esistette un piccolo centro abitato.

Nucleo generatore di San Vito Lo Capo è l'attuale Santuario, antica fortezza che nell'arco dei secoli ha subìto numerosi interventi edilizi. La prima costruzione, realizzata intorno al trecento, fu una piccola cappella dedicata a San Vito martire, patrono del borgo marinaro. Secondo una tradizione accettata e riportata da tutti gli agiografi e cultori di storia siciliana, il giovane Vito (di origini presumibilmente della Lucania), per sfuggire ai rigori della decima persecuzione ordinata da Diocleziano (303-304), e alle ire del padre Ila e del prefetto Valeriano, assieme al suo maestro Modesto e alla nutrice Crescenzia, scappato via mare da Mazara, col favore dei venti approdò sulla costa del feudo della Punta, in territorio di Monte Erice, dagli antichi chiamato Capo Egitarso. Qui cominciò a predicare la parola di Dio tra la gente del luogo, in una borgata poco distante dalla spiaggia, chiamata Conturrana.

In nome di Dio guariva gli infermi, quanti fossero colpiti da rabbia o morsi da animali, o compromessi nella salute per un improvviso spavento, scacciava gli spiriti immondi. Ma, a dispetto dei numerosi miracoli operati, la sua opera fu coronata da scarso successo, e si concluse col castigo inflitto da Dio a Conturrana. La credenza popolare ritiene che il giovanetto San Vito, martire al tempo di Diocleziano, sia stato in questo paese non benevolmente accolto, allorquando si era colà rifugiato, accompagnato dai precettori Modesto e Crescenzia. L'inesorabile ira divina si era abbattuta sul paese, seppellendolo completamente sotto una frana, non appena i tre profughi avevano lasciato il centro abitato, dirigendosi verso il mare. Sempre secondo tradizione Santa Crescenzia, voltandosi a guardare la città che crollava, divenne pietra nello stesso punto dove adesso sorge la cappella, alla quale ancora oggi gli abitanti del luogo attribuiscono poteri magici. Per San Vito, invece, seguì una breve dimora nell'Egitarso e, dopo un viaggio attraverso la Sicilia e la Basilicata, il martirio, il 15 giugno del 299.

Col tempo crebbe la fama della chiesa e dei "miracoli" attribuiti al martire Vito e a Santa Crescenzia e così, per accogliere i numerosi fedeli che arrivavano in pellegrinaggio – e, soprattutto, per difenderli da ladri e banditi – l'originaria costruzione andò trasformandosi in una fortezza-alloggio. Tale realizzazione risale alla fine del quattrocento. Fin dall'inizio, il Santuario fu fatto centro di una grande devozione, e la fama dei miracoli che il Santo qui operava varcava anche i confini della Sicilia, richiamando in ogni stagione numerosissimi pellegrini. Anche gli stessi corsari, nemici dichiarati della fede cattolica, avevano rispetto per il Santo e per il suo tempio.

Alba sul mare a San Vito Lo Capo.

Nel frattempo aumentavano i pericoli di incursioni di pirati barbareschi, così, lungo le coste dell'isola, cominciarono ad essere edificate numerose torri di avvistamento. Le torri principali erano tre, due sono ancora visibili e sono torre Scieri e torre Isolidda. La terza invece, torre Roccazzo, ubicata sul piano Soprano che si estende ad ovest del paese di San Vito (il luogo fu appositamente scelto perché l'unico atto a garantire la corrispondenza con le altre due torri), venne demolita per far posto al semaforo militare nel 1935.

All'inizio del settecento iniziarono a comparire le prime case tutto intorno al Santuario, in particolare i possidenti Gaspare Vultaggio e Giuseppe Vultaggio, con i figli Gaspare ed Antonino, viventi nella prima metà del Settecento, sono indicati tra i primi abitanti. Alla fine dello stesso secolo, attorno alla chiesa esisteva già un piccolo nucleo di abitazioni. Nasceva così San Vito Lo Capo. Nell'arco dei secoli, la cittadina ha accolto esploratori, viaggiatori e persino commissari governativi che, mossi da curiosità, interessi culturali o militari, misero a punto meticolose ed interessanti descrizioni sulla geografia dei luoghi visitati.

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Mauro D.

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