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Condo | 1 bedrooms | sleeps 2

Key Info
  • Nearest beach 40 km
  • Not suitable for children
  • Car not necessary
  • Air conditioning
  • No pets allowed

Mini Appartamento arredato sito al 4° piano con ascensore, a pochissimi passi dal centro di Rovigo.

composto da: soggiorno con divano letto, angolo cottura, 1 camera matrimoniale, antibagno e bagno, 1 piccola terrazza

garage di 20 mq. Climatizzato.

L'appartamento è comodo agli accessi per supermercato, comoda pista ciclabile, la quale può portare alla stazione dei treni e corriere in meno di 10 minuti.

Fermata autobus antistante

Size Sleeps up to 2, 1 bedrooms
Nearest beach Rosolina Mare 40 km
Will consider Corporate bookings, Long term lets (over 1 month), Short breaks (1-4 days)
Access Car not necessary
Nearest Amenities 1 km
Nearest travel links 3 km
Notes No pets allowed, No smoking at this property

Features and Facilities

General Central heating, Air conditioning
Standard Toaster
Utilities Cooker, Fridge, Freezer, Washing machine
Rooms 1 bedroom, 1 bathrooms of which 1 Shower rooms
Furniture 1 Sofa beds, Double beds (1), Dining seats for 4, Lounge seats for 6
Other Linen provided, Towels provided
Outdoors Balcony or terrace
Access Secure parking

The Veneto region

Il Veneto è una regione che comprende al suo interno molteplici forme del paesaggio naturale: dalla fascia costiera affacciata sull'Adriatico alla pianura uniforme e monotona, che poi si innalza nei dodici rilievi dei Colli Euganei e dei Monti Berici. Con una superficie di 18.390 km², il Veneto costituisce l'ottava regione italiana per superficie. Il punto più a settentrione è Cima Vanscùro (al confine con l'Austria) e il punto più meridionale è costituito dalla Punta di Bacucco. Il suo territorio è morfologicamente molto vario, con una prevalenza di pianura (56,4%), ma anche estese zone montuose (29,1%) e, in minor misura, collinari (14,5%). L'unitarietà del territorio veneto può essere individuata nella pianura e nelle montagne che la delimitano a nord, alimentandola con numerosi fiumi che scendono nel mare Adriatico tra la foce del Tagliamento e il delta del Po. I confini terrestri vengono individuati da elementi naturali di tipo idrografico (Po, Tagliamento, Livenza), ma anche di tipo orografico (come ad esempio i contrafforti a nord dell'altopiano di Asiago, o il monte Baldo). Un altro elemento geografico caratterizzante il territorio veneto è il bacino idrografico del Piave, interamente racchiuso entro i confini della regione. La vetta più alta della regione è la Marmolada (3343 m) situata in Provincia di Belluno.

Confini

I confini attuali della Regione fanno riferimento alla situazione politica degli stati preunitari, pur ricalcando ovviamente anche delle situazioni derivanti dall'orografia del territorio.

Il confine occidentale, che divide il Veneto dalla Lombardia, passa attraverso la parte meridionale del Lago di Garda e segue all'incirca lo stesso confine che separava la Signoria veronese prima e la Repubblica di Venezia poi, dal Ducato di Mantova.

A Sud al giorno d'oggi il confine è segnato dal fiume Po, invece in passato parte del Polesine fu un territorio del Ducato di Ferrara e fu acquisito dalla Repubblica di Venezia solo durante la fase finale della sua espansione.

Il confine settentrionale con il Trentino-Alto Adige ricalca quello tra Regno d'Italia e Impero Asburgico del 1866.

I comuni di Pedemonte e Casotto, oggi in provincia di Vicenza, non furono annessi all'Italia nel 1866, pur essendo orograficamente in territorio veneto, poiché preferirono mantenere il legame con il Trentino, come testimonia il geografo, deputato austriaco e irrendentista trentino, Cesare Battisti "allorché nel 1866 si venne alla delimitazione del confine fra Austria e Italia, la prima lasciò a questi paesi (di confine, ndr) il diritto di opzione"[9]. Nel 1923 il governo fascista trasferì al veneto i comuni di Cortina d'Ampezzo, Colle Santa Lucia e Livinallongo del Col di Lana, distaccandoli dal Trentino-Alto Adige. Pedemonte e Casotto furono trasferiti al Veneto dal Trentino-Alto Adige nel 1929 dal governo fascista, in base a considerazioni geografiche, tuttavia a tutt'oggi l'unificato comune di Pedemonte dipende da Trento per ciò che concerne gli immobili, sia per il catasto che per il regime di pubblicità immobiliare.

Dal 2005 ad oggi parecchi comuni del Veneto tramite referendum consultivi hanno espresso parere favorevole all'annessione alle regioni a statuto speciale Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige, tuttavia il governo italiano non ha ancora effettuato le modifiche territoriali richieste.

Rovigo

Il comune di Rovigo si estende tra l'Adige a nord e il Canalbianco a sud, ad eccezione della frazione di Fenil del Turco che è situata tra il Canalbianco e lo scolo Zucca; si trova a circa 41 km dalla costa del mare Adriatico.

Il territorio è estremamente pianeggiante e l'altitudine varia tra i 5 e gli 8 metri sul livello del mare. È attraversato dall'Adigetto e da numerosi canali artificiali che servono sia per la bonifica idraulica che per l'irrigazione. Tra questi il Ceresolo, il Rezzinella, il Valdentro, l'Adigetto, il Canalbianco, il Pontecchio, lo Zucca segnano, in alcuni tratti, i confini del comune; il Collettore Padano Polesano attraversa la frazione di Fenil del Turco.

Il terreno è molto fertile e adatto in particolare alla coltivazione del mais e di prodotti orticoli di qualità. Sul Canalbianco si apre l'interporto di Rovigo, diventato operativo nel 1998.

Il comune di Rovigo confina (in senso orario): a nord con i comuni di Barbona, Vescovana, Boara Pisani e Anguillara Veneta; a est con i comuni di San Martino di Venezze, Villadose e Ceregnano; a sud con i comuni di Crespino, Pontecchio Polesine e Bosaro; a ovest con i comuni di Arquà Polesine, Costa di Rovigo, Villanova del Ghebbo e Lusia.

Architetture religiose

Gli edifici religiosi siti nel territorio municipale sono prettamente luoghi di culto della religione cristiano cattolica con qualche eccezione, tuttavia quelli edificati a questo scopo ed attualmente esistenti risalgono, nelle costruzioni più antiche, al XII secolo pur se ampiamente rimaneggiati ed ampliati. Per l'amministrazione religiosa Rovigo si divide in due il vicariati, detti zona urbana e zona suburbana, il primo che incorpora le parrocchie di Santo Stefano, Cuore Immacolato di Maria, Santa Maria Madre di Dio, San Bartolomeo, San Pio X, Sant'Antonio, San Francesco e Santa Rita, il secondo quello che riunisce le parrocchie di Boara, Borsea, Buso, Concadirame, Fenil del Turco, Granzette, Grignano, Mardimago, Roverdicrè, Sarzano, Sant'Apollinare. Tutte queste sono costituite da chiese, oratori e cappelle, questi ultimi sia aperti al pubblico culto che privati. Alcune di queste, nate come chiese parrocchiali, sono state declassate ad oratori quando la loro funzione venne sostituita da strutture più capienti, alcune sono state chiuse e sono in rovina, altre chiuse e sconsacrate, tuttavia recuperate per preservare la loro importanza storico-culturale. Altre sono scomparse, distrutte dagli eventi o smantellate per lasciare posto ad altri edifici. Di seguito si elencano gli edifici religiosi siti nel tessuto urbano e nelle frazioni del territorio comunale.

Tempio della Beata Vergine del Soccorso, detto la Rotonda

Chiesa di San Pio X

Duomo

Chiesa di Sant'Antonio di Padova (XX secolo). Edificata nel tardo ventesimo secolo per sostituire il precedente edificio degli anni cinquanta è uno degli edifici religiosi più recenti.

Chiesa di S.Antonio abate detta di San Domenico. Consacrata nel 1543 e più volte restaurata nei secoli. Meritano attenzione alcune sculture del Sei-Settecento come il busto di Sant'Antonio Abate e le statuine di San Paolo e San Sebastiano. Opera dell'Adorazione Eucaristica. Via X luglio.

Chiesa di Santa Maria delle Rose (XX secolo). Edificata nel tardo ventesimo secolo è uno degli edifici religiosi più recenti, parrocchiale creata per soddisfare le esigenze dei credenti del quartiere Commenda Est realizzato nel periodo.

Chiesa dei Santi Francesco e Giustina

Chiesa di San Bartolomeo, comunemente chiamata di San Bortolo.

Monastero degli Olivetani

Chiesa della Beata Vergine Addolorata delle Servite (XX secolo), parte del centro mariano "Beata Vergine Addolorata" retto dalle Suore Serve di Maria Riparatrici.

Tempio della Beata Vergine del Soccorso detto "la Rotonda"

Chiesa di Santa Maria dei Sabbioni

Chiesa di San Pio X (XX secolo). L'edificio in stile moderno, progettato dall'architetto Antonio Canato, venne edificato negli anni sessanta e consacrata durante funzione solenne il 16 novembre 1968 dal Vescovo Ausiliare Mons. Rosina.[6]

Oratorio della Beata Vergine di Pompei, detto "Chiesetta delle fosse" (XIX secolo)

è un piccolo edificio sacro sito sul crocevia che unisce Via Nazario Sauro e Via Gorizia (in precedenza chiamate Strada delle Fosse), Via Piave, Via Fiume e Via Domenico Piva, sorto all'inizio del XX secolo ed all'inizio degli anni duemila fatto oggetto di un restauro conservativo. Pur non possedendo opere artistiche pregevoli la sua collocazione e la sua semplice architettura ne fanno una delle mete, oltre dei devoti, anche della curiosità dei turisti.[7]

Oratorio della Santissima Concezione detto "Chiesa del Cristo"

Santuario della Madonna Pellegrina detto "Chiesa della Commenda"

Architetture civili

Palazzina Minelli.

Casa Rosetta Ferrari

Palazzina Minelli (detta anche Palazzina gotica). Fatta erigere dal tipografo Antonio Minelli è caratterizzata dalla facciata in stile neogotico impreziosita da elementi circolari in cotto raffiguranti alcuni dei membri della famiglia Minelli.

Palazzetto Veronese

Palazzo Angeli

Palazzo Camerini

Palazzo Campanari

Palazzo Casalini a Porta Sant'Agostino

Palazzo Casalini al Duomo

Palazzo già Vescovile

Palazzo Gobbati

Palazzo INA (XX secolo)

Palazzo Manfredini al Duomo

Palazzo Oliva

Palazzo Paoli

Palazzo Patella-Montalti (XVIII secolo). Sito nel Corso del Popolo ma originariamente affacciato sull'Adigetto, fu nel tempo caserma dell'Imperial Regia Gendarmeria dell'Impero austriaco, quindi seminario, sede di enti pubblici e di scuole superiori tra le quali l'Istituto Tecnico per Geometri e che ne è attualmente la sede.[8]

Palazzo Ravenna

Palazzo Roncale

Palazzo Roverella (XV secolo). Commissionato dal cardinale Bartolomeo Roverella rimase parzialmente incompiuto a causa della morte del committente. Si affaccia sulla Piazza Vittorio Emanuele II, già Piazza Maggiore.

Palazzo Salvadego-Sgarzi

Palazzo Silvestri

Palazzo Venezze

Villa Tracanella

Palazzo delle Poste e Telegrafi (XX secolo), progetto di Roberto Narducci

Architetture militari

Castello, nucleo originario della città medioevale. Posizionato sull'attuale Corso del Popolo, originariamente sull'Adigetto, conserva parte dell'originaria struttura tra cui gran parte delle mura perimetrali e le due torri, simbolo della città:

Torre Mozza o Torre Grimani

Torre Donà, edificata successivamente.

Mura cittadine. Benché le mura siano quasi totalmente scomparse alla vista, per il degrado del tempo e per essere state riutilizzate come materiale edile, se ne trova traccia nel tessuto cittadino come elemento di numerose abitazioni che le inglobarono nei secoli e nella conformazione ancora visibile del centro storico. Delle originarie porte d'accesso ed elementi difensivi rimangono solamente:

Porta San Bortolo, una delle due porte rimaste della città.

Porta di Sant'Agostino, seconda delle porte cittadine rimaste, ampiamente ristrutturata.

Torre Pighin

Palazzina del Corpo di Guardia, affacciata alla Piazza maggiore, attualmente Piazza Vittorio Emanuele II, e sede del distaccamento cittadino dell'esercito austriaco.

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Nicoletta B.

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Calendar last updated:18 Feb 2014

Based in Italy

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