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..villetta con volte a stella

from£43/nighthelp

House | 2 bedrooms | sleeps 6

Key Info
  • Beach / lakeside relaxation
  • Not suitable for children
  • Car not necessary
  • No pets allowed
  • Private garden

Marittima,splendida località del Salento....villetta ad 1 km dal mare con tipiche volte a stella composta da due camere da letto,cucina,bagno,ampia veranda,giardino,vista mare..molto confortevole..consente di raggiungere velocemente le principali mete turistiche del salento e godere delle tipicita' del luogo

Size Sleeps up to 6, 2 bedrooms
Will consider Long term lets (over 1 month)
Access Car not necessary
Nearest travel links Nearest airport: aereoporto di Brindisi 90 km, Nearest railway: Lecce 40 km
Notes No pets allowed, No smoking at this property

Features and Facilities

Luxuries Sea view
Rooms 2 bedrooms, 1 bathrooms of which 1 Family bathrooms
Furniture 1 Sofa beds, Single beds (2), Double beds (1), Dining seats for 10
Outdoors Private garden, BBQ
Access Parking

The Puglia/Molise region

Puglia è una delle regioni con maggiore sviluppo costieroL'insediamento umano in Puglia risale quanto meno a 250.000 anni fa, come testimoniano i resti fossili dell'Uomo di Altamura, una forma arcaica di Homo neanderthalensis. Numerosi sono i reperti di epoca preistorica, tra i quali diversi menhir e dolmen[20]. Intorno al I millennio a.C., si insediarono sul territorio i popoli dei Dauni, dei Peucezi e dei Messapi di probabile origine illirica[21], e più tardi, in epoca ellenica, numerose furono le colonie magnogreche soprattutto nella parte meridionale della regione, tra le quali la città spartana di Taras (Taranto).

Le origini del nome

Il toponimo storico Apulia (esito latino del greco ???????, Japigia) deriva dall'antica popolazione degli Apuli (gr. Japigi) che in epoca preromana abitavano la parte centro-settentrionale della regione (i Dauni a nord, i Peuceti al centro, mentre a sud era stanziato l'affine popolo dei Messapi). Il termine Japudes (Japigi) si compone del prefisso arcaico "jap-", che indicherebbe i popoli provenienti dall'altra costa dell'Adriatico. Secondo una diffusa pseudo-etimologia, invece, Apulia deriverebbe da Apluvia, ossia terra senza piogge[22].

Mappa del XIX secolo del Regno delle Due Sicilie

Con l'occupazione romana fu istituita la Regio II Apulia et Calabria, che includeva un territorio appena più esteso dell'attuale regione: solo in seguito il toponimo Apulia sarebbe stato adottato per designare anche la penisola salentina.

Solo negli ultimi decenni l'uso del singolare Puglia si è stabilizzato; fino a prima dell'istituzione delle regioni, infatti, si usava indifferentemente anche il nome le Puglie[23].

Durante la seconda guerra sannitica (326-304 a.C.), l'esercito romano, nel tentativo di prestare soccorso a Luceria, assediata dai Sanniti, subì una grave sconfitta nella Battaglia delle Forche Caudine (321 a.C.). Ben presto Roma comprese l'importanza strategica dell'Apulia, ma l'occupazione della regione, nel III secolo a.C., non fu agevole soprattutto per la resistenza di Tarentum e Brundisium. Nel 216 a.C. a Canne (Barletta) l'esercito romano patì contro i Cartaginesi di Annibale la sua peggiore sconfitta.

Venne quindi istituita la Regio II Apulia et Calabria[24], che includeva anche il Sannio, una parte dell'attuale Molise e la Basilicata orientale. Con la costruzione della via Appia e, in epoca imperiale, della via Traiana (lungo cui prosperarono città come Aecae, Herdonia, Silvium, Canusium e Bitonto), la regione occupò posizioni di primato nella produzione del grano e dell'olio, diventando la maggior esportatrice di olio d'oliva in Oriente[25].

Alla caduta dell'Impero romano d'Occidente, anche la Puglia attraversò un lungo periodo di sofferenza[26]. Molti popoli (Eruli e Ostrogoti) si alternarono sul territorio, ma alla fine divenne dominio dell'Impero bizantino (VI-XI secolo). Bari divenne capoluogo di un territorio esteso sino all'odierna Basilicata e sottoposto all'autorità di un capitano (o più propriamente catapano), nome del governatore bizantino da dove deriva il termine Capitanata. Con l'arrivo dei Normanni (XI secolo), Taranto diventò la capitale dell'omonimo principato, esteso su tutta la Terra d'Otranto.

Nel 1043 i Normanni fondarono la Contea di Puglia e, successivamente, il Ducato di Puglia e Calabria. Dal secolo XIII il nome Puglia finì per indicare l'intera parte meridionale della penisola italiana[27].

Sia con i Normanni che con gli Svevi capeggiati dagli Hohenstaufen[28], la Puglia conseguì un grande progresso materiale e civile, che toccò l'apice con Federico II, a cui si deve la realizzazione di una serie di edifici laici e religiosi, alcuni di alto valore artistico, tra cui Castel del Monte ad Andria. Tra il 1200 e il 1400 la Puglia fu sotto la dominazione degli Angioini, all'interno del Regno di Napoli, a cui si sostituirono gli spagnoli: a partire da questo momento cominciò a radicarsi il potere dei latifondisti sul territorio.

Dopo varie prese di potere, nel 1734 la Puglia, con la battaglia di Bitonto passò, insieme al resto del Regno di Napoli dagli Asburgo ai Borboni, sancendo l'indipendenza del Regno delle due Sicilie. Tra il 1806 e il 1815, vi fu la dominazione francese che provvide alla modernizzazione della Puglia con l'abolizione del feudalesimo e con le riforme giudiziarie.

Movimenti liberali si formarono in tutta la regione nel 1820 con il diffondersi della Massoneria e della Carboneria[29]. Con il Regno d'Italia costituito nel 1861, la Puglia fu divisa amministrativamente nelle province di Foggia, Bari e Lecce; a queste si aggiunsero nel Novecento le province di Brindisi e Taranto. Nel periodo postumo all'unità d'Italia, sorsero diverse bande brigantesche, soprattutto in Capitanata e Terra di Bari; tra i maggiori esponenti sono da menzionare Michele Caruso, Antonio Angelo Del Sambro e Giuseppe Schiavone, quest'ultimo fedele luogotenente del capobrigante lucano Carmine Crocco.

Con il progressivo decadere del latifondo, decaddero anche le antiche masserie pugliesi, proprietà di media estensione agraria. Durante il Fascismo la Puglia fu interessata da numerose bonifiche in vaste aree e, successivamente alla riforma agraria del secondo dopoguerra, la regione ha goduto di un forte sviluppo agricolo. Negli anni settanta e negli anni ottanta l'economia della regione passò dal settore primario a quello terziario, con il notevole sviluppo derivato dal settore turistico.

Nel 1946, durante i lavori dell'Assemblea Costituente della Repubblica Italiana, fu avanzata la proposta di fare della Puglia e del Salento due regioni distinte. Il 17 dicembre 1946, dopo la relazione di Giuseppe Codacci Pisanelli, la Regione Salento fu istituita sulla carta, ma quando si arrivò alla ratifica in aula, il 29 novembre 1947, essa non era più prevista. Stando all'intervento in assemblea del socialista Vito Mario Stampacchia, la Regione Salento sarebbe stata sacrificata in seguito a un accordo fra DC e PCI in difesa dei forti interessi economici baresi. Principale artefice di questo accordo fu Aldo Moro, magliese di nascita.

Nel 2004 viene istituita la sesta provincia pugliese, la provincia di Barletta-Andria-Trani comprendente come capoluogo tre grosse città e complessivamente dieci comuni scorporati dalle province di Bari e Foggia. Questa provincia è diventata pienamente operativa con le elezioni provinciali del 2009. Recentemente, è stata depositata la proposta di un referendum avente lo scopo d'istituire la Regione Salento, mediante scorporo delle province di Brindisi, Lecce e Taranto dalla Regione Puglia.

Politica.

Lecce

Marittima (Marìtima in dialetto salentino) è una frazione di 1.982 abitanti[2] del comune di Diso in provincia di Lecce.

Collocata nel basso Salento, tra i centri di Castro, Andrano e Diso, dista 48 km da Lecce. La parte del paese che si affaccia sulla costa è denominata Marina di Marittima.Non si hanno notizie certe sulle origini dell'abitato. Si suppone che Marittima sia stata fondata o comunque abitata dai Messapi e che abbia subito le stesse sorti dei paesi vicini, quali Vaste, Diso, e Castro passando sotto il controllo dei Romani prima e dei Bizantini, Normanni ed Angioni successivamente.

Il primo documento scritto attestante la presenza del paese è del 1277 quando dai registri angioini si apprende che in quell'anno un certo "Rubeo de Soliaco" fu nominato "Signore del Casale di Marittima". Nel periodo feudale Marittima fece parte della Contea di Castro, passando sotto il controllo di diverse famiglie signorili: Orsini Del Balzo, Gattinara, Ruiz De Castro, Lopez De Zunica, fino al 1809 quando proprietaria di Marittima era la famiglia Rossi[3].

Un palazzo patrizio nel cuore del paese

Nel pieno dell'età feudale la vita quotidiana dei contadini e pescatori del paese fu sconvolta quando il 28 luglio 1537 i Turchi, alleati dei Francesi contro il governo spagnolo del Regno di Napoli, presero Castro e distrussero diverse cittadine tra cui Marittima. Pochi anni dopo, nel 1573, quando Marittima contava solo un centinaio di abitanti, il paese venne nuovamente saccheggiato (come molti paesi limitrofi) dai pirati Saraceni. Gli episodi di attacchi da parte dei corsari si ripetettero con frequenza fino agli inizi del XIX secolo. A difesa del Salento venne costruito un complesso sistema di torri di avvistamento che costellano tutta la costa. Tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo venne eretta la bella Torre Lupo, situata a 120 m s.l.m. sull'alto sperone roccioso che digrada repentinamente verso il mare. Anche nel centro abitato furono costruiti diversi torrioni di difesa. Fu comune autonomo fino al 1809[4].

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

Secondo l'opinione prevalente il nome sarebbe semplicemente attribuibile alla vicinanza con il mare. Si ipotizza anche che il nome sia collegato ai fondatori del paese, che venuti dal mare, sarebbero stati chiamati maritimi. E quindi Maritima indicava il luogo da loro abitato.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Chiesa Madre

Chiesa di San Vitale[modifica | modifica sorgente]

La chiesa madre di San Vitale fu ricostruita e ampliata agli inizi del XX secolo sui disegni dell'architetto sponganese Filippo Bacile di Castiglione. L'edificio fu riedificato una prima volta nel XVI secolo in seguito alle devastazioni turche e nel XVIII secolo per le gravi condizioni in cui versava la struttura. Presenta una semplice facciata con portale d'ingresso affiancato da due nicchie con le raffigurazioni di santa Valeria e dei santi Gervasio e Protasio e sovrastato da una nicchia raffigurante san Vitale. Termina con un timpano mistilineo arricchito da tre statue lapidee. L'interno, impostato su una pianta a tre navate, è movimentato da archi e cornicioni che terminano in una cupola centrale ellittica su cui è affrescata la gloria della Trinità e la famiglia di san Vitale. Sull'altare maggiore è posta una seicentesca pala raffigurante San Vitale a cavallo.

Santuario di Santa Maria di Costantinopoli

Santuario di santa Maria di Costantinopoli[modifica | modifica sorgente]

Il santuario di santa Maria di Costantinopoli fu edificato nel 1610. L'origine della costruzione è legata al rinvenimento di un'icona su pietra leccese della Madonna di Costantinopoli. La sobria facciata è impreziosita da un pregevole portale barocco ultimato nel 1691. Il campanile a pianta quadrata fu rifatto nel 1929. L'interno, ad aula unica rettangolare con volta a crociera, è completamente decorato con stucchi settecenteschi. Lungo il perimetro della navata sono ospitati gli altari dell'Immacolata, del Crocifisso, di sant'Antonio da Padova e dell'Addolorata. Sull'altare maggiore, risalente al 1660, troneggia in un ovale l'icona della Vergine col Bambino. La chiesa è sede della Confraternita dell'Immacolata istituita nel 1860.

Convento dei Padri Conventuali[modifica | modifica sorgente]

Il convento dei Padri Conventuali, attiguo al santuario di Santa Maria di Costantinopoli, venne costruito tra il 1615 ed il 1619, in quanto nel 1614 non è riportato nell'elenco dei monasteri conventuali esistenti in Puglia ma nel 1621 esisteva già perché vi fu seppellita una certa Catrini. Compito della comunità religiosa del convento era quello di custodire il Santuario e curare un piccolo ospedale. Il convento venne soppresso una prima volta nel 1652 a seguito della bolla Instaurandae di papa Innocenzo X e riattivato nel 1654. Il 1795 segnò la definitiva fine del convento. Nel corso degli anni è stato proprietà di famiglie diverse, i locali furono adibiti anche a fabbrica per la lavorazione del tabacco. L'edificio si distribuisce intorno ad un chiostro quadrangolare su cui si affacciano tutti gli ambienti conventuali. Dal 1998 il convento è adibito a struttura alberghiera.

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Torri difensive[modifica | modifica sorgente]

Le torri difensive furono costruite dall'Universitas di Marittima o da privati, a difesa del piccolo centro contro gli assalti pirateschi dei Turchi, soprattutto dopo le distruzioni di Otranto (1480) e di Castro (1537 e 1573). Originariamente cinque, ne rimangono quattro: Torre di Alfonso, Torre Baltassara, Torre della Piazza e Torre di Paolino Russi.

Torre di Alfonso

Torre di Alfonso

La più grande e artisticamente la più bella, Torre di Alfonso (dal nome del proprietario) è sita nel cuore antico della cittadina, in via Cellini. Venne ingentilita dal cordolo e da una balconata che adorna la facciata superiore. È a base quadrata.

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Tatiana B.

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Calendar last updated:05 Feb 2014

Based in Italy

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