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Villa | 4 bedrooms | sleeps 14

Key Info
  • Beach / lakeside relaxation
  • Nearest beach 0 km
  • Swimming pool
  • Great for children of all ages 5
  • Car advised
  • Pets welcome
  • Private garden

Stupenda struttura immersa nel verde a due passi dal Parco nazionale del cliento e Vallo di Diano. Situata in una posizione strategica vicino il borgo di Scario, considerata la Portofino del Clento, questa splendida proprietà è dotata di ogni confort: una grande piscina 12 metri per 7 (con una profondità massima di 3 metri; una piscina per bambini circolare; un ampio gazebo in legno con una tavola da pranzo di 6 persone; 4000mq di giardino di cui 1000 adibiti a frutteto; ampio parcheggio privato; ampia veranda con maioliche di Vietri; barbecue; 5 stanze da letto (4 matrimoniali, 1 multipla) sala Tv satellitare; wi-fi; situazione silenziosa e discreta.

Size Sleeps up to 14, 4 bedrooms
Nearest beach Spiaggia fluviale
Will consider Short breaks (1-4 days)
Access Car advised
Nearest travel links Nearest airport: Capodichino 200 km, Nearest railway: Policastro 3 km
Family friendly Great for children of all ages, Suitable for people with restricted mobility
Notes Pets welcome, Yes, smoking allowed

Features and Facilities

Luxuries Log fire, DVD player, Staffed property
Pool Children's pool
General Central heating, TV, Video player, Telephone, Games room, Satellite TV, Wi-Fi available
Standard Iron, Hair dryer
Utilities Dishwasher, Cooker, Microwave, Fridge, Freezer, Washing machine
Rooms 4 bedrooms, 7 bathrooms of which 3 Family bathrooms, 1 En suites and 3 Shower rooms, Solarium or roof terrace
Furniture 1 Sofa beds, Single beds (4), Double beds (4), Dining seats for 10, Lounge seats for 10
Other Linen provided, Towels provided, High chair
Outdoors Balcony or terrace, Private garden, BBQ
Access Parking

The Campania region

Roccagloriosa Sulla collina denominata 'Le Chiaie" sono stati ritrovati reperti databili all'età del Bronzo.

Testimonianze più importanti risalgono all'età del ferro (VIII-VI secolo a.C.), in cui nella zona si sviluppò un insediamento stagionale. A partire dal V secolo a.C. si sviluppò un abitato, formato da case a pianta rettangolare allungata, posate su uno zoccolo di pietra.

Dal IV al III secolo a.C. si costituisce un perimetro difensivo dell'abitato, cioè una cinta muraria costruita con blocchi di calcare, che lascia all'esterno la necropoli. All'interno della cittadina così fortificata le abitazioni si dispongono in isolati rettangolari.

Su un frammento di tavola bronzea rinvenuto durante gli scavi archeologici, databile al IV-III secolo a.C., è stato ritrovato uno statuto riguardante l'ordinamento istituzionali civile dell'antica cittadina, testimoniando quindi una notevole complessità della vita civile e amministrativa del popolo dei Lucani.

Nel I secolo a.C., i superstiti alla distruzione di Orbitania, eressero un nuovo insediamento, non lontano dal primo, su uno costone di roccia chiamato Armo. L'insediamento si chiamò Patrìzia, l'odierna Rocchetta, cittadina che visse fino al IV secolo d.C.

Alla fine del IV secolo, il generale Stilicone sbarcò con i suoi soldati nel Golfo di Policastro, trovò la zona adatta per l'accampamento delle sue truppe. Queste si diedero al saccheggio e alla distruzione degli abitati vicini, e gli abitanti di Patrizia furono costretti a fondersi col nucleo originario: da questa unione nacque un nuovo insediamento, intorno ad una chiesetta del 412 dedicata alla Madonna, zona ancora oggi chiamata Rocca.

Nel VI secolo, in seguito alle invasioni bulgare, presso la Rocca venne costruito un castello, e si costituirono gli abitati di Aquavena, Celle Bulgheria e Rocchetta.

Nel 590 fu conquistata dai Longobardi, che ingrandirono il castello. Nel XIII secolo questo era uno dei castra exempia di Federico II di Svevia, e se ne riservava l'affidamento direttamente alla casta regnante.

In epoca moderna, il castello dovette subire il saccheggio delle truppe napoleoniche, il 3 agosto 1806. Questo fu incendiato e devastato, per poi essere demolito negli anni '50 del XX secolo.

Nello stesso periodo Celle ottenne l'autonomia amministrativa.

Dal 1811 al 1860 ha fatto parte del circondario di Torreorsaja, appartenente al Distretto di Vallo del Regno delle Due Sicilie.

Dal 1860 al 1927, durante il Regno d'Italia ha fatto parte del mandamento di Torre Orsaja, appartenente al Circondario di Vallo della Lucania.

Il Cilento da millenni ha ispirato poeti e cantori. Molti dei miti greci e romani che sono alla base della nostra cultura occidentale, sono stati ambientati sulle sue coste. Il mito più famoso è quello dell'isola delle sirene, nell'Odissea. Quelle creature malefiche che, secondo Omero, irradiavano un canto che faceva impazzire i marinai di passaggio, portandoli a schiantarsi con le imbarcazioni sugli scogli. L'isoletta che ispirò il Cantore dell'antichità probabilmente è quella di fronte a Punta Licosa, a sud nei pressi di Castellabate. Di fronte al suo mare Ulisse si fece legare all'albero di maestra per ascoltare quell'ingannevole canto. Un altro mito importante è quello di Palinuro, il nocchiero di Enea. Durante il viaggio verso le coste del Lazio cadde in mare insieme al timone. Si aggrappò al relitto e per tre giorni ingaggiò un'estenuante lotta contro le onde infuriate. Ma quando stava finalmente per mettersi in salvo sulla riva, fu barbaramente ucciso dagli abitanti di quei luoghi: da allora quel promontorio (dove sorge il paese di Palinuro) prese il nome di Capo Palinuro. Altro mito, è quello di Giasone e gli Argonauti che, una volta fuggiti dalla Colchide, per ingraziarsi la dea Era si fermarono presso il suo santuario alla foce del fiume Sele (l'attuale Santuario di Hera Argiva).

Il filo della storia cilentana si dipana fino ai giorni nostri cucendo avvenimenti grandi e piccoli. Legando vicende romane (Cesare Ottaviano Augusto ne fece una provincia per allevare gli animali e coltivare alimenti destinati alle mense romane), a fatti medievali importanti (il Principato longobardo a Salerno, l'avvento dei monaci Basiliani e Benedettini, la nascita della Baronia con i Sanseverino, la loro rivolta a Capaccio nel 1242 contro Federico II), fino ai "moti del Cilento" del 1828, con l'insurrezione contro Francesco I di Borbone e i suoi ministri, e alla successiva epopea del brigantaggio contro l'invasione Sabauda. Tracce, ricordi, monumenti, culture, sentieri legati a questa ricca storia oggi sono salvaguardati anche grazie al Parco Nazionale del Cilento. E grazie a quegli importanti riconoscimenti internazionali conseguiti di recente. Il primo è del giugno 1997, che ha visto l'inserimento del Cilento nella prestigiosa rete delle Riserve della biosfera del Mab-Unesco (dove Mab sta per "Man and biosphere"): su tutto il pianeta (in oltre 80 stati) si contano circa 350 di queste particolari aree protette, che servono per tutelare le biodiversità e promuovere lo sviluppo compatibile con la natura e la cultura. Così il Parco del Cilento oggi, oltre ai suoi preziosi habitat naturali, può a maggior diritto salvaguardare quegli scenari consacrati dalla storia dell'uomo e permeati dalle sue tradizioni: borghi e antichi sentieri, anche se a "macchia di leopardo" in un ambiente più ampio da difendere e da promuovere. Il parco, infatti, se giovane, è visto da molti come speranza e strumento dello sviluppo del Cilento. Secondo riconoscimento nel 1998 con il suo inserimento insieme ai siti archeologici di Paestum, Velia e il Vallo di Diano, nella lista di patrimonio mondiale dell'umanità. Questa consacrazione rinforza il valore di questo "Paesaggio vivente", riconoscendone il ruolo delle civiltà che lo hanno frequentato e popolato nel corso dei millenni. "Come le specie naturali anche i popoli hanno trovato in questi luoghi i contatti, gli incroci e le fusioni, l'arricchimento del patrimonio genetico" si legge nella candidatura del Parco, "nel Cilento si realizza l'incontro tra mare e montagna, occidente e oriente, culture nordiche e africane".

Cilento

SCARIO

Scario è la maggiore frazione di San Giovanni a Piro nella provincia di Salerno, meta turistica di rilievo per la qualità delle sue acque e per la sua posizione.

Indice [nascondi]

1 Geografia

2 Turismo

3 Trasporti

4 Note

5 Voci correlate

6 Altri progetti

7 Collegamenti esterni

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Il paesino sorge sulla chiusura ovest del Golfo di Policastro, e all'interno del Parco del Cilento. Dista circa 4 km da Policastro Bussentino, 8 dal capoluogo San Giovanni a Piro, 15 da Sapri e 24 da Marina di Camerota.

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Dal porto di Scario partono diverse escursioni ad una delle località più attrattive del parco: Punta degli Infreschi (non lontana da Marina di Camerota). La costa che da Scario arriva fino a Marina di Camerota è disseminata di grotte carsiche, di cale raggiungibili solo dal mare e di torri di avvistamento. Per raggiungere questi luoghi è consigliabile attrezzarsi con una barca o con un altro natante dato che esistono solo pochi sentieri pedonali via terra con tempi di percorrenza di circa 2 ore.

Inoltre le acque di questa parte di golfo sono molto limpide e ricche di flora e fauna marina, probabilmente a causa della natura carsica delle rocce e alla conseguente presenza di sorgenti sottomarine di acqua dolce e a temperatura più bassa.

La scarsa urbanizzazione prima e l'istituzione del parco poi hanno consentito di mantenere un notevole pregio paesaggistico ed un bassissimo livello di inquinamento difficilmente riscontrabili in altre località costiere.

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Ettore V.

34% Response rate

Calendar last updated:17 Jun 2014

Based in Italy

Languages spoken
  • English
  • Italian

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