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House | 3 bedrooms | sleeps 5

Key Info
  • Beach / lakeside relaxation
  • Nearest beach 76 km
  • Ski
  • Great for children of all ages 5
  • Car advised
  • Some pets are welcome - please contact the owner
  • Private garden

Casa in pietra con ambiente rustico situata in un posto altamente storico. Infatti si trova a Sepino. Un comune di 2.069 abitanti della provincia di Campobasso e fa parte del circuito dei borghi più belli d'Italia. Sepino si trova a 702 m s.l.m., su di un colle boschivo alle propaggini del Massiccio del Matese, mentre la casa è in pianura a quasi 500 m s.l.m.

Nel centro cittadino sorge la chiesa di Santa Cristina, forse costruita quando la popolazione, alla fine dell'Alto Medioevo, abbandonò Saepinum per fondare l'odierna Sepino: il Castellum Saepini. Il campanile dell'Insigne Collegiata ha la guglia a forma singolare di "bottiglione", interamente costruita dagli artigiani dell'epoca. All'interno della chiesa si trovano la "grotta di Santa Cristina" con i Misteri, la Sala del Tesoro, un coro ligneo ottocentesco e l'archivio storico parrocchiale, che conserva anche pergamene del XII secolo.

Meritano attenzione il campanile romanico della Chiesa di San Lorenzo, le chiese di Santa Maria Assunta e del Purgatorio, nonché l'ex Chiesa di Santo Stefano, oggi adibita a teatro e a sala conferenze. A poca distanza dal centro, in località Petrilli, si trova il convento della SS. Trinità. Ne decorano l'interno alcuni dipinti, statue e fontane. Dal piazzale del convento è possibile giungere alle rovine del convento Santa Maria degli Angeli, oggi abbandonato. Il centro abitato di Sepino conserva le tipiche caratteristiche medievali. A un'ampia piazza corrispondono un certo numero di stretti vicoli.

Vi si trovano numerose fontane, come quella ubicata nella piazza principale, i cui rubinetti indicano i punti cardinali, o quelle della Canala e del Mascherone. Degno di nota è infine il Ponte San Rocco, da cui prende nome l'omonima località. L'abitato medievale era circondato da una cintura muraria a forma quasi ellittica, con quattro porte, munita di torri sulle quali spiccava il castello. Tuttora sono conservate alcune torri e tre porte: la porta Meridionale, la porta Orientale, la porta di Corte o porta Borrelli. Il castello fortemente danneggiato dal terremoto del 1805 fu progressivamente abbattuto. Nei pressi dell'abitato si trovano gli scavi archeologici di Saepinum e di Saipins.

Saepinum sorge nella zona archeologica di Altilia, attraversata dall'antico Tratturo Pescasseroli-Candela, e dove si trova l'abitazione. È possibile ammirare i resti dell'abitato romano, come il foro, la basilica, Porta Bojano, le terme, il teatro, il Cardo e il Decumano, le mura, le maestose porte d'accesso.

La zona archeologica ospita annualmente numerosi turisti ed è ormai costantemente inserita nel calendario di manifestazioni estive itineranti, che propongono spettacoli di teatro e danza di livello internazionale. Ad Altilia sono presenti anche vari musei.

Verso la montagna, a circa 953 m di altitudine, sorge Saipins, chiamata comunemente "Acropoli di Terravecchia", raggiungibile per mezzo di percorsi nel Matese. Importante centro sannitico del III secolo a.C. fu definita da Tito Livio fortissima atque potentissima. Saipinis fu teatro di cruente battaglie, per poi venire espugnata e distrutta nel corso della terza guerra sannitica dal console Lucio Papirius Cursor. Oggi, fra le rovine più importanti, è possibile ammirare la Postierla del Matese. Fra Altilia e Terravecchia, recenti scavi stanno riportando alla luce il Tempio Italico di San Pietro in Cantoni. Di notevole interesse è la località di Campitello di Sepino, dove si possono apprezzare ampi spazi verdi attrezzati in una grande zona boscosa, prevalentemente faggeti. Da questo pianoro è possibile raggiungere le cime dei monti circostanti (Tre Confini, Mutria, Muschiaturo etc.), zone in passato abitate dai briganti (come la Rotta de Zuze), il Passo Santa Crocella, dove era presente l'omonimo monastero benedettino in età medioevale (Monasterium Sanctae Crucis), la Fontana di Rimavota e altre destinazioni sui monti del Matese. Fra i fiumi più importanti, ricchi di pesci come la trota, ricordiamo il Tammaro, da cui prende nome l'omonima valle, e il Tappone che, lungo un percorso molto impervio, dà vita alla Cascata delle Castagne.

Vicino al centro abitato si trova il complesso delle Terme Tre Fontane, le cui acque hanno caratteristiche oligominerali adatte alla cura della calcolosi renale. È molto sentita a Sepino la tradizionale festa in onore della patrona Santa Cristina, che viene celebrata l'8- 9-10 gennaio, in occasione dell'arrivo delle reliquie della Santa nell'anno 1099. Essa è scandita da particolari eventi, come quello della "Crianzola" (incontro conviviale fra gli uomini del paese), il vestire da "Verginelle" le bambine, il suonare le campane a mano tutta la notte fra il 9 e 10, il "Cartoccio" (dono di dolciumi).

Il 23 e 24 luglio, oltre che nella cittadina, è festa anche a Bolsena, città gemellata con Sepino. In questi giorni si ricorda la morte di Santa Cristina, perseguitata agli inizi del IV secolo. Il 25 luglio, da più di 100 anni, si celebra la prima "Festa dell'Emigrante" di tutta la Regione Molise.

Nella notte di capodanno è tradizionale la suonata dei "Bufù", rudimentali strumenti artigianali costituiti da botti di legno sulla cui sommità vengono fissate pelli essiccate. Al centro della pelle viene fissata una canna tenuta da lacci di corda. Strofinando una pezza di lana bagnata sulla canna, con un movimento verticale, la pelle vibra producendo un suono forte. I bufù sono normalmente accompagnati da altri strumenti artigianali.

Size Sleeps up to 5, 3 bedrooms
Nearest beach TERMOLI (CB) 76 km
Will consider Corporate bookings, Long term lets (over 1 month), Short breaks (1-4 days)
Access Car advised
Nearest Amenities 5 km
Nearest travel links Nearest airport: ROMA Fiumicino o Ciampino, NAPOLI Capodichino, PES, Nearest railway: BOJANO 15 km
Family friendly Great for children of all ages
Notes Pets welcome, No smoking at this property

Features and Facilities

Luxuries DVD player
General TV, Video player, CD player, Telephone
Standard Kettle, Iron, Hair dryer
Utilities Cooker, Microwave, Fridge, Freezer, Washing machine
Rooms 3 bedrooms, 3 bathrooms of which 2 Family bathrooms and 1 Shower rooms
Furniture Single beds (1), Double beds (2), Cots (1), Dining seats for 15, Lounge seats for 6
Other Linen provided, Towels provided, High chair
Outdoors Private garden, BBQ
Access Parking

The Puglia/Molise region

Il Molise (Mulise IPA: /m?'li:s?/ in molisano) è una regione dell'Italia meridionale. Il capoluogo è Campobasso. Confina con l'Abruzzo a nord, il Lazio ad ovest, la Campania a sud ovest, la Puglia a sud est ed è bagnata dal Mar Adriatico ad est. La Regione si distingue per alcune caratteristiche particolari:

è la regione più giovane del Paese, essendo stata istituita solo nel 1963 per distaccamento da un'altra:[4] fu scissa dall'antica regione Abruzzi e Molise e divenne la ventesima regione d'Italia, dapprima con la sola provincia di Campobasso, e dal 1970 anche con la provincia di Isernia. In realtà la precedente regione Abruzzi e Molise, intesa come istituzione burocratico-amministrativa, come tutte le regioni a statuto ordinario, non era mai stata attivata e dunque le due regioni hanno cominciato a funzionare autonomamente dal 1970; è la regione italiana con il minor numero di frazioni, ma non di comuni; nel territorio della regione passa il meridiano di riferimento per il fuso orario CET al quale appartengono l'Italia e buona parte dell'Europa, denominato Termoli (città portuale in provincia di Campobasso)-Etna. Nel territorio a confine tra Molise ed Abruzzo vi è il Viadotto Sente, che con i suoi 185 m d'altezza è il più alto d'Italia, è la regione in cui, in due occasioni (2001 e 2012) sono state annullate le elezioni regionali. I centri principali sono Campobasso, Termoli, Isernia e Venafro. La superficie della regione è divisa quasi equamente tra zone di montagna, il 55,3% del territorio, e zone collinari, del 44,7% del territorio. La zona montuosa si estende tra l'Appennino abruzzese e l'Appennino Sannita. I Monti della Meta (2241 m) formano il punto d'incontro della linea di confine tra il Molise, l'Abruzzo e il Lazio. Poi ci sono i Monti del Matese che corrono lungo il confine con la Campania e raggiungono i 2050 metri con il monte Miletto. A oriente, la zona del Subappennino (Monti dei Frentani) degrada verso il mare con colline poco ripide e dalle forme arrotondate. Le aree pianeggianti sono poche e di piccole dimensioni, le principali sono la piana di Bojano nel Molise centrale e a occidente la piana di Venafro. La Bocca di Forlì, o Passo di Rionero, (m. 891) segna convenzionalmente il limite geografico tra Italia centrale e Italia meridionale. Il clima è di tipo semi-continentale, con inverni generalmente freddi e nevosi ed estati calde e afose. Sulla costa il clima è più gradevole, man mano che si procede verso l'interno diventa via via più rigido e le temperature si abbassano notevolmente (Campobasso nel periodo invernale è una delle città più fredde d'Italia). Anche l'estate risulta più gradevole sulla costa dove spesso soffiano brezze che rendono più dolci i mesi caldi.

Le coste: Per 40 km il Molise è bagnato dall'Adriatico.Importanti centri balneari e di villeggiatura sono Termoli, Campomarino e Petacciato: centri attrezzati di ogni confort e dotati di lunghe spiagge. La costa è bassa e sabbiosa tranne per il promontorio di Termoli, al cui riparo è stato costruito il porto artificiale da dove partono le navi per le Isole Tremiti e la Croazia. Lungo le coste ci sono anche alcune fasce pianeggianti, larghe non più di qualche chilometro. La formazione di dune litoranee causava il ristagno delle acque dei torrenti con la conseguente formazione di paludi, da qualche tempo però eliminate con opere di bonifica.

I fiumi principali della regione sono il Trigno, a confine con l'Abruzzo, il Biferno, ed il Fortore, a confine con la Puglia. Il Biferno è l'unico fiume che nasce, scorre, e sfocia interamente nella regione Molise, più precisamente nella provincia di Campobasso. Le sue sorgenti danno molte acque. In Molise nasce anche il Volturno, che con una lunghezza di 175 km e un bacino esteso per 5.550 km², è il principale fiume dell'Italia meridionale sia per lunghezza sia per portata. La notevole abbondanza di risorse idriche del Molise permette di soddisfare i fabbisogni, oltre che ovviamente della medesima regione, anche di Campania, Puglia ed Abruzzo.

I laghi: Il fiume Biferno è stato sbarrato da un invaso artificiale negli anni settanta, la diga del Liscione, e fu così formato il lago di Guardialfiera, il più esteso del territorio. Altro lago di grande importanza è quello di Occhito che costeggia per diversi chilometri il confine tra Molise e Puglia. Inoltre, tra le Mainarde Molisane sorge il bacino artificiale di Castel San Vincenzo, realizzato alla fine degli anni cinquanta e che fa parte dell'area molisana del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. I laghi naturali sono pochi ed estremamente ridotti ed a carattere stagionale.

Nel Molise, oltre a essere presente il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise (Settore Mainarde), sono presenti vaste aree boschive, soprattutto nella Provincia di Isernia, che la rendono ricca di specie vegetali oltre che animali. Di notevole importanza sono le Oasi del WWF (Monte Mutria e Guardiaregia-Campochiaro), l'Oasi LIPU di Casacalenda (la prima nata in regione), l'Oasi Le Mortine nel bacino fluviale del Volturno presso Venafro, il massiccio del Matese, la riserva naturale Collemeluccio con le sue estensioni di boschi di abete bianco, la riserva MAB di Montedimezzo, l'Orto Botanico di Capracotta. La fauna è caratterizzata dalla presenza dell'orso bruno marsicano, del camoscio, del cervo, del daino, del capriolo, del lupo, del cinghiale e della volpe. La fauna aviaria stanziale include falco pellegrino, gheppio, ghiandaia, coturnice.

Campobasso

Storicamente gran parte del Molise si identifica con l'antico Sannio. A partire dal III secolo a.C. subì l'invasione dei Romani, che crearono le loro colonie nei principali centri abitati già esistenti (Isernia e Venafro). Alla caduta dell'Impero Romano, il territorio molisano fu devastato dai Goti (535-553), e poi incluso nel Ducato longobardo di Benevento. Il nome Molise compare nel Medioevo centrale per identificare una contea di appartenenza della famiglia normanna dei de' Moulins. Nell'847 sorsero alcune signorie feudali: (878) Campobasso assunse un'importanza economica sempre crescente riuscendo a diventare la “capitale” della Contea sotto la signoria dei De Molise, di Venafro (964), di Larino, di Trivento (992) e, nel 1000, quelle di Bojano, di Isernia e di Campomarino. Con l'arrivo dei Normanni, nell'XI secolo, le varie contee vennero unificate e poste sotto li controllo della contea di Bojano, che i normanni chiamarono Comitatus Molisii. L'integrità del Molise fu conservata fino al 1221, anno in cui la contea passò a Federico II di Svevia. In quell'anno il Molise divenne la sede di un giustizierato, cioè di un distretto di giustizia imperiale, dove l'autorità del re si sovrapponeva a quella dei feudatari. Nel 1531, il Molise passò sotto la dominazione spagnola e fu aggregato alla Capitanata (regione storica della Puglia, corrispondente alla provincia di Foggia). Fu questo un periodo di isolamento e di grave crisi economica e sociale, data la presenza sul territorio di numerose bande di briganti. Nel 1806, con Napoleone, il Molise divenne per la prima volta una provincia autonoma. Con l'annessione di Larino (in provincia di Campobasso) nel 1811 e del circondario di Venafro e di parte della Valle del Volturno nel 1863, prese i confini corrispondenti all'attuale regione. Dall'epoca del Regno di Napoli il territorio molisano era in realtà compreso in quattro giustizierati diversi: il Contado del Molise, l'Abruzzo Citeriore, la Terra di Lavoro e la Capitanata; ancora oggi è possibile riscontrare differenze dialettali, gastronomiche e folkloriche fra queste quattro aree. Con l'annessione al Regno d'Italia, nella regione scoppiarono molte ribellioni che furono completamente sedate solo alla fine del XIX secolo.

Nel 1963 nacque la regione Molise dal territorio della provincia di Campobasso dal seno di cui fu derivata la nuova provincia di Isernia.

In Molise sono diffuse feste religiose e non, come le sagre che ciascun paese allestisce soprattutto nei periodi estivi. Il sentimento religioso è coltivato con le processioni, come quelle del venerdì santo di Campobasso e di Isernia con la sfilata degli incappucciati, il Festival dei Misteri di Campobasso, la regata di San Basso a Termoli, la solenne processione di San Nicandro a Venafro caratterizzata dal canto dell'inno, la processione di Capracotta in onore della Madonna di Loreto ogni tre anni, la festa del grano in onore di Sant'Anna a Jelsi, la festa in onore di Santa Cristina a Sepino, la sfilata dei carri di San Pardo a Larino, la carrese di Ururi, Portocannone e di San Martino in Pensilis nel basso Molise.

Dal punto di vista prettamente folkloristico si segnala il Festival della Zampogna di Scapoli, l'Eddie Lang Jazz Festival che si svolge nella cornice del castello Pignatelli di Monteroduni, la tartufata a Miranda, la festa dell'uva a Riccia, "gl'Cierv'" a Rocchetta a Volturno e Il ballo dell'orso a Jelsi.

Quella molisana è una cucina molto varia.

Tra i prodotti più importanti vi sono le varietà di olio extravergine dal sapore soave consumato anche crudo su insalate e crostini. L'eccellente fattura del prodotto ha fatto guadagnare all'olio molisano, nel 2003, il riconoscimento DOP. Conosciuto fin dall'antichità l'olio di Venafro, detto "Aurina" per il suo caratteristico colore, citato da Licinio, Orazio, Plinio e altri poeti dell'epoca romana. Sempre a proposito dell'olio d'oliva, molti paesi fanno parte dell'associazione "Città dell'olio", con sede a Larino.

Il pane molisano conserva la sua antica manifattura produttiva e viene prodotto ancora in alcuni panifici con le patate (che, in Molisano si chiamano tapane o patane) e la sofficità che lo contraddistinguono. Famoso è il pane di Venafro, così come la sua produzione di taralli all'olio di oliva.

Notevole è il settore produttivo della pasta. Questo vede come punta il pastificio La Molisana di Campobasso, rilanciato nel 2011 dopo un periodo di crisi, ma da citare sono il Colavita, sempre del capoluogo, eun certo numero di piccoli pastifici artigianali. Un tipo di pasta fresca tipico che prende il nome di cavatelli (in Molisano, cavatielle/cavate) è ottenuto con una sfoglia senza uova. Questi vengono conditi con sugo di pomodoro o verdure. Altrettanto conosciuti sono i fusilli, preparati con lo stesso impasto, ma realizzati con un "fuso" da cui il nome. Dall'impasto vengono staccati dei dadini di pasta, avvolti intorno al fuso e poi sfilati.

Grande importanza è data alla produzione di latticini e di formaggi: il caciocavallo di Agnone e quelli di Vastogirardi e di Frosolone, le mozzarelle di Bojano, e le mozzarelle di bufala campana che in Molise sono prodotte solo nella zona di Venafro.

Per ciò che riguarda i salumi, nel Molise vengono prodotti alcuni insaccati, come la Soppressata, il Capocollo o Capicollo (capecuollo), la Salsiccia (saûciccia), famosa perché ha come ingrediente il finocchietto selvatico, la Ventricina: famosa è quella di Montenero di Bisaccia, ma da tempo è in atto una disputa con l'Abruzzo per la paternità del salume, la Signora di Conca Casale.

Molto importante e buono il Brodetto di Pesce di Termoli (du' bredette) Ha come caratteristica l'utilizzo di molte qualità di pesce, almeno nove/dieci: seppie, triglie, sogliole, palombo, rospo, pannocchie, scorfano, merluzzo, frutti di mare, ecc. Queste specie di pesce inoltre variano a seconda della stagione in cui si assapora il brodetto. Il brodetto di pesce termolese si differenzia dagli altri per la cottura differenziata delle varie specie di pesce. La differenza sostanziale che si trova nella ricetta termolese, che differenzia il sapore "du' bredette", è l'uso del peperone fresco.

Un preparato tipico del basso Molise, specialmente a San Martino in Pensilis, è la Pampanella, carne di maiale cotta al forno con alcune spezie e molto peperoncino rosso sia dolce che piccante.

L'uso del tartufo (nero e bianco) viene fatto sempre più spesso in tutta la regione, essendo ormai parecchio tempo che viene cavato dalla terra, specie nell'Alto Molise, grazie ai numerosi cavatori e ai loro cani. Sempre di più le fiere che hanno come tema il tartufo e il suo impiego in parecchie specialità culinarie. Fra i dolci sono tipiche le Cancelle, simili alle waffel tedesche, ma con l'aggiunta di semini di finocchio, i Piccillati (i pe?elàt), ravioli cotti al forno ripieni di amarena, e la Pigna, simile al panettone ma più leggere, tradizionalmente preparato per la Pasqua. I Caragnoli e Rosacatarle o Rosacatarre, intinte nel miele, sono dolci tipici natalizi.

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Giuseppe C.

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Calendar last updated:31 Dec 2013

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